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JAMES BALDWIN

​James Baldwin (1924-1987) di Harlem, dopo il diploma si trasferisce al Greenwich Village dove incontra lo scrittore Richard Wright che, resosi conto del suo talento, gli procura una borsa di studio per Parigi. A partire dal 1948 Baldwin vivrà fra il sud della Francia e gli Stati Uniti dove diventa uno degli esponenti più autorevoli del movimento per i diritti civili. Autore prolifico, saggista, drammaturgo e romanziere, nella sua scrittura si intrecciano i temi dell’omosessualità, del razzismo e del blues. Fandango Libri ripubblicherà l’intera sua opera. Tra saggistica e narrativa sono già usciti in edizioni riviste e aggiornate La stanza di Giovanni, Un altro mondo, La prossima volta il fuoco, Se la strada potesse parlare, Una strada senza nome.


Nessuno sa il mio nome

Non conosci il mio nome perché non puoi vedermi, dicono questi saggi. “Vedi solo la maschera che mi hai fatto indossare.” Se la politica della razza e la segregazione dominano la prima parte del libro, nella seconda i saggi su Gide, Bergman, Wright e Mailer rappresentano per Baldwin il tentativo di scoprire il proprio “nome”, esaminando i mondi interiori di altri artisti.

Invita l’America a guardare se stessa, ad abbattere i propri miti e ritrovare la capacità di vedere al di là delle categorie. Ampiamente elogiato al momento della pubblicazione, Alfred Kazin lo salutò, su The Reporter, come “la biografia spirituale di qualcuno che spera, affrontando più di una bestia sulla sua strada, di vedere se la sua paura è del tutto necessaria”.

Nessuno sa il mio nome, riletto oggi in una edizione rivista e aggiornata, stupisce per l’attualità e la potenza, quella riconosciuta dei classici senza tempo.

La stanza di Giovanni N.E.

Come ha dichiarato lo stesso Baldwin in un’intervista del 1984: “La stanza di Giovanni parla di quello che succede se hai paura di amare”.

“La stanza di Giovanni è un romanzo di intensità unica e di una bellezza eccezionale, ipnotico, intimo, straziante.”

Jhumpa Lahiri